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22Novembre2017

Martedì, 01 Dicembre 2015 00:00

CAMBIARE IL CLIMA PER CAMBIARE IL PIANETA

bigstock A city showing the effect of C 25169615Dal 30 Novembre fino all'11 dicembre i Grandi del Pianeta si riuniscono a Parigi per un summit fondamentale per il futuro del genere umano. Si tratta del SIF15 - Sustainable Innovation Forum, tavola rotonda intorno alle criticità ambientali sempre più cogenti, che ha il suo culmine nell'annuale COP21 (Conference of Parties) e che quest'anno ha luogo il 7 e 8 dicembre allo Stade de France di Parigi.

I NUMERI
Oltre 750 delegati partecipanti da oltre 43 Paesi in tutto il mondo. 80 relatori di fama mondiale, tra i quali anche ministri e rappresentanti delle istituzioni dei Paesi partecipanti, amministratori delegati del settore e opinion leader internazionali
Per l'intero arco della manifestazione saranno attivati anche numerosi gruppi di discussione interattivi, un modo per consentire un dibattito diffuso, più approfondito e aperto al pubblico attraverso questionari online e sondaggi. L'evento ospiterà inoltre diversi workshop, attività ed eventi correlati nella regione dell'Ile de France allo scopo di massimizzare la penetrazione dei contenuti e creare numerose opportunità di networking durante i due giorni di conferenza internazionale sul clima (Cop21, 7-8 dicembre 2015, Parigi).
 
LE PAROLE
Nei piani della comunità internazionale si punta a definire un accordo al rialzo rispetto alle soglie e ai parametri attualmente in vigore. L'obiettivo dichiarato in apertura è quello di limitare il riscaldamento globale a una soglia che ecceda al massimo di 2 gradi rispetto ai livelli esistenti nell'era pre-industriale. Con le misure già in atto e con gli impegni già concordati in 183 Paesi sulla riduzione delle emissioni di gas serra, il riscaldamento globale oltrepasserebbe ugualmente quella soglia di 3 gradi. Si punta dunque a un miglioramento dell'accordo e a una soluzione comune in grado di abbassare ancor più drasticamente i livelli attuali. 
 
Ad aprire i lavori il presidente francese Francois Hollande: "Abbiamo l'opportunità di creare uno sviluppo con le energie rinnovabili, il trasporto pulito e la biodiversità. Dobbiamo costruire un modello basato sulla cooperazione, in cui sia più conveniente preservare che distruggere".
 
I FATTI
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è il primo tra i Grandi del Pianeta a lanciare un'ammissione di colpevolezza e un impegno per le generazioni future. Dal piedistallo della prima potenza industriale al mondo (seconda solo alla Cina in qualità di Paese inquinante), il leader della Casa Bianca riconosce la necessità di "Agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine, in quanto siamo l'ultima generazione a poter salvare il pianeta".

E mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel si impegna concretamente a nome della Germania a raddoppiare i finanziamenti pubblici per le energie rinnovabili, il numero uno della Russia Vladimir Putin, in un momento tumultuoso su molti fronti come quello attuale, auspica per la conferenza di Parigi un pieno accordo, anche vincolante, sul modello dell'intesa del protocollo di Kyoto del 1997.

Più controverse le posizioni dei Grandi Paesi emergenti, come India e Cina (come detto, il numero uno sul banco degli imputati come inquinatore, che raggiungerà nel 2030 il picco di emissioni) che rivendicano l'utilizzo del carbone come preponderante per il completamento della propria fase industriale. 

 

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