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20Novembre2017

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È un dato di fatto che constatiamo regolarmente nella nostra attività di shiatsuka: la maggior parte delle persone sfruttano circa un sesto della capacità respiratoria. Ciò si riflette su tutto l’insieme psicofisico, in quanto le cellule sono ossigenate appena il minimo indispensabile. Gli yogi paragonano questo stato respiratorio a quello di malattia...

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La reflessologia, oltre al massaggio plantare, può essere effettuata anche sulle mani. Quando risulta difficile agire sui piedi, la riflessologia della mano rende più agevole l'approccio con la persona che si vuole curare.

Questo perché, attraverso il tocco delle mani, oltre a non violarne la privacy, è possibile intrattenere con essa un rapporto più intimo ed amichevole. Rispetto al piede, poi, la mano presenta il vantaggio di essere sempre disponibile in ogni circostanza, luogo o ambiente. A differenza del massaggio del piede, che richiede un certo tipo di preparazione, di conoscenza specifica della materia, per la mano è più semplice insegnare l’autotrattamento e, in realtà, se non si vuole fare un trattamento completo sulle zone riflesse, tutto può essere lasciato alla sensibilità di chi effettua il massaggio, in quanto è sufficiente eseguire delle pressioni o degli sfioramenti su determinati punti per ottenere un effetto rilassante o rivitalizzante a seconda delle esigenze. Il massaggio della mano costituisce una formula vincente quando ci si vuole liberarsi velocemente di un mal di schiena, di testa, di pancia o di denti e non si è nella situazione ottimale per togliersi scarpe e calze ed eseguire un massaggio del piede, anche se i suoi effetti hanno una durata meno stabile rispetto al trattamento sul piede.

IL MASSAGGIO ZONALE

Consiste nella sollecitazione di tutti gli apparati del corpo riflessi nel piede, soffermandosi sui punti dolenti (che si trovano sui piedi e che corrispondono alle varie parti del corpo). Il cliente viene fatto stendere su un lettino con le gambe leggermente divaricate e un cuscino sotto le ginocchia, per facilitare il rilassamento delle estremità inferiori. Il terapeuta sta seduto davanti a lui in modo da potergli afferrare i piedi e, contemporaneamente, osservarne il viso per controllarne le reazioni. Nella tecnica operativa occidentale, l’azione principale è quella svolta dal pollice dell’operatore, le altre dita sono utilizzate come supporto alla sua azione. La tecnica detta a “lombrico” o a “bruco” o “tecnica a flusso” consiste in flessioni ed estensioni dell’articolazione che unisce le due falangi del pollice (interfalangea del pollice), eseguite in avanzamento progressivo. La flessione del pollice non dovrebbe mai portare il pollice ad un’angolazione superiore ai 75°, mentre la distensione non dovrebbe essere completa (per evitare di staccare il polpastrello dal piede). L’avanzamento, infine, non deve essere eccessivo (mezzo centimetro). Alternando i due movimenti si avranno quindi due momenti: uno passivo e l’altro attivo, che ripetuti in modo ritmico nell’area di pochi millimetri produrranno un movimento ondulatorio.

A cura di Cristina Buzzacchi, Scuola Reflessologia Metodo CIRF - Centro Italiano Reflessologia Fitzgerald - Affiliata Associazione Italiana Reflessologhi federati

Articolo estratto da DBN Magazine numero 09, Settembre 2013

 

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DBN14YogaRespiroVLSB2Un cervello rilassato, attivo e ben ossigenato grazie alla respirazione yogica, aumenta le nostre risorse ed elimina l’origine delle tensioni.

yogaSiamo ormai quasi abitua­ti ad associare l’idea dello yoga, soprattutto negli ultimi anni, al concetto di moda, o di tendenza. Niente di più lontano: lo yoga è una disciplina antichissima, che affonda le radici e trae forza dalle millenarie tradizioni che provengono dall'Oriente.

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